Nel novembre del 2006 a più di due anni di distanza dall'ultima mostra, ho deciso di presentare una raccolta di immagini nel confortevole ambiente del Lullaby di Sulbiate.
Un ambiente caldo, dove con un nutrito gruppo di amici ho inugurato il nuovo corso della mia ricerca.
I lavori scelti per l'occasione appartenevano per lo più alle serie di studi a cui ero più affezionata, una sorta di viaggio grafico, quasi per verificare una coerenza nel mio percorso.
Tra le delizie gli ingrandimenti delle Polaroid di Three works about a body (base delle installazioni fotografiche presentate per il mio esame finale in Accademia) alcuni degli innumervoli acquerelli realizzati come schizzi "scultorei" sotto l'attenta guida di Pinuccio Sciola, quel che rimaneva dell'installazione della cartoline in perspex per la mostra Sincronismi, e, per la prima volta tre pannelli della serie True Love.
Il filo c'era: un gusto per il dettaglio ravvicinato, l'osservazione plastica delle forme, fotografie che avevano la qualità della pittura.
Un ambiente caldo, dove con un nutrito gruppo di amici ho inugurato il nuovo corso della mia ricerca.
I lavori scelti per l'occasione appartenevano per lo più alle serie di studi a cui ero più affezionata, una sorta di viaggio grafico, quasi per verificare una coerenza nel mio percorso.
Tra le delizie gli ingrandimenti delle Polaroid di Three works about a body (base delle installazioni fotografiche presentate per il mio esame finale in Accademia) alcuni degli innumervoli acquerelli realizzati come schizzi "scultorei" sotto l'attenta guida di Pinuccio Sciola, quel che rimaneva dell'installazione della cartoline in perspex per la mostra Sincronismi, e, per la prima volta tre pannelli della serie True Love.
Il filo c'era: un gusto per il dettaglio ravvicinato, l'osservazione plastica delle forme, fotografie che avevano la qualità della pittura.

Un estratto da
Three Works About the Body (1998)
testo progettuale dei lavori di tesi.
Three Works About the Body si propone come studio ed integrazione del corpo da un punto di vista strutturale e spaziale attraverso metodologie differenti, che comprendono la fotografia, i mezzi scultorei (dal negativo tradizionale al positivo in materiale sintetico), sino all'elaborazione digitale di immagini e suoni, proposto in forma di installazioni.
Three Works About the Body vuole proporre un'ottica relativizzata di osservazione del corpo, e una possibilità differente di intendere le terminologie ad esso legate.
Così the cascket (la teca), il peep show (ludico) e the secret (il segreto) si reinventano alterandosi s partire dal loro significato, che può essere confuso, traslato, ribaltato.
Questa ottica del dettaglio astratto dalla sua complessità, un'inquadratura fissata per un attimo, e molteplicemente dinamica, mi riporta alla mente le operazioni del regista inglese Peter Greenaway.
Questa confusione calcolata, in un contenitore visivo che perde i suoi limiti perchè si completa attraverso l'unione di infiniti particolari viene da lui descitta così: "Per me il cinema è come un baule dove io metto la scrittura, la luce, l'estetica, il linguaggio. Come molti affermano io sono un ibrido, un bastardo che fa dei film per rappresentare ciò che non è mai riuscito a fare con la pittura e per esprimere ciò che non è mai stato capace di scrivere".
Three Works About the Body accompagnerà gli sforzi finalizzati a sostenere la mia tesi sui meccanismi attraverso cui percepiamoi questo corpo, ludico, perchè lontano da affermazioni sociali politicizzate, corpo che sempre più si sta manifestando in un'ottica liberatoria e integrata come leggiamo da un testo di D.J. Haraway"... un tragitto che porta da una società organica e industriale a un sistema informatico polimorfo, da tutto lavoro a tutto divertimento, un gioco mortale..." se inteso come informatica del domino, ma anche un punto in cui "... il confine tra mito e mezzo, strumento e concetto, sistemi storici di relazioni sociali e anatomie storiche di corpi possibili, inclusi gli oggetti di conoscenza, è permeabile. In realtà il mito e il mezzo si costiruiscono a vicenda [...] gli oggetti, gli spazi o i corpi non sono intrinsecamente sacri, qualsiasi componente può essere interfacciata con ogni altra, purchè sia possibile costruire uno standard e un codice di elaborazione comune del linguaggio."
Integrazione allora tra i mezzi riproduttivi dei processi mentali, sconfinamento tra una pratica e l'altra, tra i vari tipo di osservazione.
Three Works About the Body ha per oggetto tre forme differenti di visione:
è visione composta, davanti alla reliquia;
desiderante, davanti al corpo che si spoglia e si esibisce;
attenta, nell'esaminare il corpo nel suo privato.
Le immagini:
In alto:
tre immagini da "A ludic Peep Show", 2001
nell'originale fotografie su plexiglass trasparente opalino retroilluminato, 2001. Ogni foto cm 20 x 20
Al centro:
"1998 Six Anatomic Casckets"
le immagini dnella versione light-box del 2001.
Nell'originale: fotografie su plexiglass trasparente opalino retroilluminato. Ogni foto cm 18 x 18
A lato
"Secret Observation", 2001:
Stampa digitale su forex 3mm,
cm 60 x 90
Sotto
True Love Postcard, 2003
Three Works About the Body (1998)
testo progettuale dei lavori di tesi.
Three Works About the Body si propone come studio ed integrazione del corpo da un punto di vista strutturale e spaziale attraverso metodologie differenti, che comprendono la fotografia, i mezzi scultorei (dal negativo tradizionale al positivo in materiale sintetico), sino all'elaborazione digitale di immagini e suoni, proposto in forma di installazioni.
Three Works About the Body vuole proporre un'ottica relativizzata di osservazione del corpo, e una possibilità differente di intendere le terminologie ad esso legate.
Così the cascket (la teca), il peep show (ludico) e the secret (il segreto) si reinventano alterandosi s partire dal loro significato, che può essere confuso, traslato, ribaltato.
Questa ottica del dettaglio astratto dalla sua complessità, un'inquadratura fissata per un attimo, e molteplicemente dinamica, mi riporta alla mente le operazioni del regista inglese Peter Greenaway.
Questa confusione calcolata, in un contenitore visivo che perde i suoi limiti perchè si completa attraverso l'unione di infiniti particolari viene da lui descitta così: "Per me il cinema è come un baule dove io metto la scrittura, la luce, l'estetica, il linguaggio. Come molti affermano io sono un ibrido, un bastardo che fa dei film per rappresentare ciò che non è mai riuscito a fare con la pittura e per esprimere ciò che non è mai stato capace di scrivere".
Three Works About the Body accompagnerà gli sforzi finalizzati a sostenere la mia tesi sui meccanismi attraverso cui percepiamoi questo corpo, ludico, perchè lontano da affermazioni sociali politicizzate, corpo che sempre più si sta manifestando in un'ottica liberatoria e integrata come leggiamo da un testo di D.J. Haraway"... un tragitto che porta da una società organica e industriale a un sistema informatico polimorfo, da tutto lavoro a tutto divertimento, un gioco mortale..." se inteso come informatica del domino, ma anche un punto in cui "... il confine tra mito e mezzo, strumento e concetto, sistemi storici di relazioni sociali e anatomie storiche di corpi possibili, inclusi gli oggetti di conoscenza, è permeabile. In realtà il mito e il mezzo si costiruiscono a vicenda [...] gli oggetti, gli spazi o i corpi non sono intrinsecamente sacri, qualsiasi componente può essere interfacciata con ogni altra, purchè sia possibile costruire uno standard e un codice di elaborazione comune del linguaggio."
Integrazione allora tra i mezzi riproduttivi dei processi mentali, sconfinamento tra una pratica e l'altra, tra i vari tipo di osservazione.
Three Works About the Body ha per oggetto tre forme differenti di visione:
è visione composta, davanti alla reliquia;
desiderante, davanti al corpo che si spoglia e si esibisce;
attenta, nell'esaminare il corpo nel suo privato.
Le immagini:
In alto:
tre immagini da "A ludic Peep Show", 2001
nell'originale fotografie su plexiglass trasparente opalino retroilluminato, 2001. Ogni foto cm 20 x 20
Al centro:
"1998 Six Anatomic Casckets"
le immagini dnella versione light-box del 2001.
Nell'originale: fotografie su plexiglass trasparente opalino retroilluminato. Ogni foto cm 18 x 18
A lato
"Secret Observation", 2001:
Stampa digitale su forex 3mm,
cm 60 x 90
Sotto
True Love Postcard, 2003




